
Quindici vendemmie sono un bel traguardo. Per festeggiarle, la nuova annata di Unlitro arriva con un’etichetta speciale. Ma cosa rende davvero speciale Unlitro?
Invece di raccontarlo noi, lo abbiamo chiesto a chi lo versa ogni giorno nei bicchieri.
Un vino che piace a persone diverse.
Thoma, serve Unlitro ai clienti della sua enoteca di quartiere, La Botte, a Milano.
Unlitro mette d’accordo persone molto diverse: piace a chi si avvicina al vino con curiosità e a chi lo conosce da anni. Piace a chi vuole capire cosa c’è dentro il bicchiere e a chi vuole semplicemente stare bene a tavola.
Non è un vino che chiede attenzione continua. È un vino che accompagna.
Un vino democratico, nel senso migliore del termine.
Unlitro è un vino che non crea barriere, non richiede competenze particolari per essere apprezzato e non perde interesse quando lo beve qualcuno che di vino sa molto.
Può stare al centro di una cena tra amici, di un pranzo improvvisato o di una conversazione che si allunga più del previsto.
Forse è per questo che, dopo quindici vendemmie, continua a trovare posto su tavole molto diverse tra loro.
Quindici vendemmie dopo, la stessa idea.
Negli anni sono cambiate le annate, sono cambiate le esigenze e sono cambiate anche le persone che hanno scoperto Unlitro per la prima volta.
L’idea, però, è rimasta la stessa: fare un vino che inviti a stare insieme.
Un vino che possa essere aperto senza troppe occasioni speciali. O, meglio ancora, un vino capace di trasformare un momento qualsiasi in una buona occasione.
Per celebrare questa quindicesima vendemmia abbiamo scelto un’etichetta speciale. Ma il motivo per cui brindiamo resta quello di sempre: le persone che continuano a ritrovarsi intorno a una bottiglia di Unlitro.