
In Ampeleia abbiamo scelto di rinnovare nomi ed etichette dei vini per rendere più leggibile la nostra identità. Il nuovo progetto visivo nasce per mostrare con più precisione ciò che la cantina è oggi.
Sulle nuove etichette compaiono simboli essenziali, distribuiti come parole fra quattro linee orizzontali che richiamano l’estensione verticale delle nostre vigne, distribuite in quattro nuclei distinti, separati e collocati tra le colline dell’Alta Maremma.
Quattro linee: le quattro vigne di Ampeleia.
Le quattro linee orizzontali possono essere lette come un piccolo atlante. Segnano un passaggio grafico e raccontano di un territorio che sale e cambia: dai campi più vicini alla Maremma tradizionale fino alle vigne più alte, immerse nel bosco.
In Ampeleia, lavoriamo su quattro nuclei distanti tra loro, tra i 200 e i 600 metri di altitudine. La frammentazione, in questo caso, non è un limite: è una parte precisa dell’identità aziendale.
Cannucceto, dove il mare resta nella terra.
La vigna più bassa si chiama Cannucceto, ed è la più vicina alla Maremma tradizionale. Qui si lavora a 200 metri di altitudine, su suoli argillosi con depositi di limo e fossili marini.
È una zona più chiusa, ventilata, con esposizioni diverse, dove l’influenza del mare si sente ancora nel terreno e nel carattere delle uve. Qui coltiviamo il Sangiovese che utilizziamo per Unlitro, vicino ai nostri campi di grano e agli oliveti.
La Pieve, equilibrio e armonia.
La Pieve è una vigna di 10 ettari a 300/350 metri di altitudine. Il nome deriva dal borghetto e dalla chiesa che si trovano sopra la vigna.
I suoli, fatti di argille, ciottoli, puddinghe e una parte di sabbia, danno ai vini delicatezza, leggerezza e un carattere armonico. Qui l’Alicante Nero ha trovato il suo luogo ideale, affiancato da Mourvèdre e Carignano. Da questa vigna arrivano l’Alicante Nero monovarietale e il Rosato di Ampeleia.
Sassoforte, il respiro mediterraneo.
Sassoforte, a 300 metri di altitudine, deve il suo nome alla montagna più alta della zona, un antico vulcano; il paesaggio riflette bene questa origine: riolite, argille grigie, macchia mediterranea, mirto, corbezzolo e sughere.
È una vigna frammentata in più particelle, esposta a sud/sud-est, dove crescono Carignano, Mourvèdre, Alicante Nero e uve bianche. Qui si riconosce con chiarezza il lato più mediterraneo di Ampeleia, quello che poi ritroviamo nel Rosato di Ampeleia.

La Rocca, la quota alta del Cabernet Franc.
La Rocca è il regno del Cabernet Franc. La vigna sale da 500 a 600 metri di altitudine, in un anfiteatro naturale esposto a sud/sud-est, con terreni di galestro, palombino e argilla. Qui la ventilazione è costante, il microclima è più continentale e le escursioni termiche sono marcate.
Le uve de La Rocca danno vita a tutti i nostri Cabernet Franc in purezza, a cominciare da Ampeleia. Anche Empatia, 100% uve Merlot, e il Bianco di Ampeleia nascono qui. È il punto più alto del racconto visivo e agricolo, quello che meglio esprime la spinta verso l’alto richiamata anche dal nuovo disegno delle etichette.
Quattro vigne per raccontare un territorio.
Abbiamo scelto di lavorare su quattro nuclei distinti perché qui la vigna non è mai una superficie omogenea. In ogni area cambiano temperatura, ventilazione e ritmo di maturazione. Cambia anche il paesaggio attorno ai filari: bosco, macchia mediterranea, spazi più aperti, protezioni naturali diverse. E cambiano i suoli, che passano da argille e sabbie a galestro, ciottoli, riolite e altri profili ancora.
Per noi questa scelta è coerente con il nostro stile: è più complessa da gestire, richiede attenzione continua e una lettura molto fine di ogni parcella, ma ci permette di catturare meglio le sfumature del terroir e di restituire vini più profondi, più stratificati, più capaci di raccontare il luogo da cui nascono.